S.O.S spesa

Lo sappiamo. Il tempo è poco, lavoriamo tanto, i negozi chiudono sempre troppo presto rispetto alle richieste del capo e del cliente iper-esigente ma NO PANIC.

Se anche il pakistano sotto l’ufficio ha già abbassato le saracinesche e non sapete dove cercare frutta e verdure fresche rassegnatevi: non le troverete sul raccordo tornando a casa (al limite un po’ di cicoria nei campi di Tor Vergata).

Qualcuno magari avrà provveduto a coltivare chicchissime serre su micro balconi che continuano a chiamare terrazzi e sono i fortunati che, molto probabilmente, non avranno bisogno dei miei consigli strampalati, per tutti gli altri 4 semplici regole di sopravvivenza!

Insalata con ravanelli

1) Il sabato ha l’oro in bocca. Le scorte alimentari possono salvarci per cui, che lo vogliate o no, alle fatidiche due ore settimanali dedicate alla spesa non si sfugge. Frutta e verdura, se conservate con intelligenza, sono preziose alleate della dieta ma soprattutto possono svoltarci quella “cena che non ti aspetti”.

Usate ad esempio 1/2 cavolfiore per la pasta del sabato e l’altra metà, già mondata e tagliata seguendo il verso delle infiorescenze, conservatela nel freezer  – sarà la luce alla fine di un venerdì nero in cui barcollate dalla stanchezza.

Se il sabato preferite mettervi lo smalto, e di mondare cavoli non vi va, pazienza: anche se non freschissimo finirà nel minestrone di martedì, insieme alle carote un po‘ passate e alle zucchine che nel frattempo avrete dimenticato nel cassetto della verdura. Surgelare zucchine a rondelle, melanzane a tocchetti, zucca a cubetti e funghi a pezzetti, significa avere sempre a disposizione ingredienti utili per preparazioni dell’ultima ora.

Surgelare è comodo anche e soprattutto per le verdure tipo cicoria, spinaci,bietole, tarassaco etc.

Organizzate un Cicoria-party e lessate, in abbondante acqua salata, grosse quantità di prodotto, lasciate raffreddare e disponete il tutto negli appositi sacchetti gelo (magari fate monoporzioni così siete liberi di usare solo il quantitativo che vi serve), scrivete nome, tipo di prodotto e data (evitate la cicoria fossile che se ne sta per mesi nel freezer) e all’occorrenza buttate pure in pentola con aglio e olio il contenuto della busta (confesso di aver brutalmente buttato in pentola, senza sensi di colpa, blocchi interi di cicoria criogenizzata: mea culpa!!!).

Non buttate l’acqua di cottura: riutilizzatela per i minestroni e se avete lessato le cime di rapa…………buttate le orecchiette nell’acqua di cottura e le cime in padella con olio, aglio e cipolla!

2) Non servono tanti ingredienti, servono quelli giusti. Gli ingredienti giusti per persone impegnate – che hanno poco tempo da dedicare alla cucina ma non sanno rinunciare al piacere di mettersi a tavola – sono sicuramente i prodotti a lunga conservazione. Quindi sì alle scorte di passata di pomodoro, tonno in scatola, filetti di alici sott’olio, legumi di vario genere, pasta, riso (no al riso in busta: non siate ridicoli ci vogliono 15 minuti per fare un risotto, non è necessario ingurgitare chili di glutammato monosodico!!) e cous cous precotto. Fra i prodotti da tenere sempre in casa inserisco anche le farine di vario tipo (0, 00, Manitoba), il lievito secco, il lievito per dolci, il lievito per torte salate, il pangrattato, miele, marmellata, senape, maionese in bustine (in altri formati mi capita sempre di doverne buttare in quantità industriali), olive denocciolate, capperi in salamoia, frutta secca (nocciole, mandorle, noci etc.) e ovviamente zucchero, sale e caffè (non ne bevo ma se mi viene voglia di tiramisù????).

Sì anche a spezie e aromi, validi alleati del gusto, economici e poco impegnativi: se ne stanno in dispensa e non pretendono troppe attenzioni. Nel mio reparto delle spezie/aromi non mancano mai: pepe nero – macinato e in grani – zafferano, curry, zenzero, cannella, origano, rosmarino essiccato, alloro essiccato, paprika, peperoncino piccante in polvere.  Basilico e prezzemolo li tengo in congelatore (vedi regola 1).

Spezie

3) Occhio al rapporto qualità-prezzo. Non sempre ciò che costa di più è sinonimo di qualità ma personalmente se un prodotto costa troppo poco mi viene il dubbio che qualcosa nella filiera sia andato storto. Quando non riesco a fare incetta degli ortaggi di casa mia o della carne del mio ruspante macellaio abruzzese mi affido ai marchi certificati e, se disponibili, prediligo prodotti equo-solidali meno cheap ma un altro passo in termini di gusto e resa dei prodotti.

4) Errando discitur, dicevano i latini e lo dico anch’io. In cucina, come nella vita, bisogna provare: una delle prime ricette che ho sperimentato da matricola fuorisede è stata una pasta alla Nutella immangiabile, ora preparo richiestissimi tagliolini al cioccolato, taleggio e speck. Dunque sì ai tentativi, sì alla curiosità, no ai coinquilini sempre a dieta e ai compagni lamentosi: imparate a dire “o questa minestra o quella finestra!”.

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