Guida semi-seria alla Roma by food

Cinque del pomeriggio, bisogno d’aria, necessità di un tè, scelgo un bar apparentemente adeguato alle mie esigenze.

Gestore: Cosa vi porto?

Amica: Un caffè.

Io ingenua: Avete una carta dei tè?

Gestore: No

Io ingenua con presentimento: Vabbè sa dirmi che tipi di tè avete?

Gestore: Normale, alla frutta..

Io già mezza urtata: English breakfast (che già alle 5 di pomeriggio uno vuole l’earl grey)?

Gestore: No, guarda ti porto il tè normale che ho.

Io rassegnata: Faccia lei. Mi porti anche dei biscotti, quelli che ha.

Epilogo: Nella tazza da cappuccino arriva un tè del discount con una fetta di lime, accompagnato da una brioche alla crema, avanzata dalla colazione.

Morale. Non sono un critico enogastronomico, né un esperto in cortesie per gli ospiti, ma mi ritengo una persona di buon senso – a differenza di molti gestori di esercizi food&beverage – con l’innata predisposizione all’accoglienza.

Buon senso e accoglienza saranno infatti i parametri che mi guideranno alla scoperta dei luoghi food della capitale, dal bar di borgata ai locali di tendenza, per una mappatura  dei luoghi dove è piacevole passare una serata, bere un tè, fare merenda, cenare, pranzare, gozzovigliare senza brutte sorprese.

Tè con il lime

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