Ricordo di food blog con (s)ganache di lucidità

Di incontri stellati, astinenze e rivelazioni food

A forza di farmi i blog degli altri mi sono dimenticata del mio. Mettiamoci pure che per cause di forza maggiore sto a dieta strettissima…e voilà la débacle, il tramonto di ogni slancio food. O quasi.

Non potendo presidiare, infatti, come vorrei fornelli, nuove aperture, aperitivi e cene a buffet, sto sperimentando i vantaggi del vedo-gente-faccio-cose, meglio se in situazioni web oriented dove posso dire “Ciao, sono Simona, sono soscialmedia&contentqualcosamanager e ho un food blog tutto mio (anche se al momento non posso magnà nemmeno le gallette de mais che me s’arinfacciano: UBI MAIOR, MINOR CESSAT)E soprattutto farlo da lucida (nemmeno una birretta, un prosecchino, zero).

Questo nuovo e insolito stato di lucidità, frutto di iterata assenza etilica-carboidratica-lipidica, mi ha spalancato nuovi orizzonti e messo nel mezzo di 3 food verità fondamentali:

  1. Se non sei Heinz Beck è insostenibile che i tuoi esperimenti gastrofighetti si appellino con espressioni tipo “ricordo di autunno al cioccolato”, “assenza di rigatoni all’amatriciana”, “parvenza di lasagna”. Possibilmente usa con moderazione anche il termine ganache e lo scalogno? Beh il Craccume diffuso non lo commento nemmeno.
  2. Il tofu non sa di un cazzo: è inutile mistificarlo
  3. La poesia pura delle metafore socio-culinarie di Simone Rugiati

    Trittico di chef

    Trittico di chef

Ma procediamo con ordine.

1 – Prima dell’incontro con Heinz Beck la mia vita era tutta chef tatuati e gridolini. Dopo aver toccato con mano e palato il talento tristellato del cuoco tedesco dall’animo romano, il mio cuore si è disidratato come un pomodoro confit sul silpat. Non so se mi ha conquistato di più il suo racconto da piccolo chimico degli alimenti che scompone, centrifuga, distilla, ricompone o la poesia del suo motto “Eliminare il superfluo per moltiplicare l’emozione”.

A voi una fresella senza fresella ma con tutto il sapore della fresella – con fiori eduli e gamberi crudi – e un ossobuco che dell’ossobuco preserva solo l’essenza – il resto è una tartare e chip di risotto alla milanese. Siete ancora convinti di voler chiamare il vostro piattucolo triste “assenza di parmigiana” o “ricordo di frittura” per nobilitare delle verdure sciape?

Ricordo di fresella - Heinz Beck

Ricordo di fresella – Heinz Beck

Assenza di ossobuco - Heinz Beck

Assenza di ossobuco – Heinz Beck

2- Più che una verità una conferma. Continuo a trovare più appetibile la soletta antisudore in un paio di ballerine di H&M a fine giornata rispetto a un tocco di tofu grigliato, sebbene arricchito di semi e soia.

3 – Lo sanno tutti, è l’undicesimo comandamento dei foodie con la passione dei secondi piatti ma lo chef Simone Rugiati l’ha reso eterno con una metafora che rimarrà nella memoria dei popoli, nei secoli: Il sale prima della cottura asciuga come un week end all’IKEA con i suoceri. APPLAUSI.

meme_pollo

Un ragazzotto con i piedi per terra questo Simone Rugiati: tanta passione, pazienza e la giusta quantità di tecnica per preparare un pollo fritto alla farina di mandorle da manuale, mentre un piccolo esercito di mamme e pr in delirio cercavano di scattare selfie e mandare per aria lo studio fotografico di Renato Marcialis.

In vino veritas? Nel dubbio resto lucida e scelgo sempre la BIRAAAAAAAAAAAAA

5 pensieri su “Ricordo di food blog con (s)ganache di lucidità

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