Fenomenologia delle spuntature di maiale (sulla polenta)

Perché tutti sentono l’esigenza di aprire un food blog? Si può scrivere di tante cose perché tutti vogliono fare gli chef e pensano di poter dispensare consigli in cucina? Discutevo di questo qualche mese fa con una blogger affermata e ottima cuoca che con un leggero snobismo richiamava la mia attenzione sul fenomeno – odiato e amato – del food blogging e dopo mesi credo di aver trovato la mia risposta.

A due anni dalla nascita di questa idea sconsiderata (anche quest’anno sono riuscita a dimenticarmi dell’anniversario del mio blog, 28 dicembre 2012) ho ancora vivo e presente il momento in cui il “fu bloggetto rosa” prendeva forma e il suo nome improbabile. Un gioco di parole, un vezzo, una polemica, un nome indigitabile e introvabile, come volevo che fosse: ci si arriva solo con strenua caparbietà quasi fosse un eremo, un luogo isolato nel gran casino del web. O semplicemente profondo senso di inadeguatezza.

Rientravo nel mio appartamento condiviso di Roma dopo le festività natalizie trascorse in famiglia, avevo fame e qualche avanzo nel frigo. Dopo 20 minuti stavo mangiando degli ottimi cannelloni con dei formaggi di recupero . E presto il frigo vuoto è diventato una sfida esistenziale e il cibo cura, tramite dell’affettività, metafora e a volte vera e propria trasfigurazione della realtà. Più spesso motivo di confronto con gli amici e occasione per intrufolarsi a degustazioni e conferenze in qualità di food blogger. Un ruffiano blog esistenziale di ricette. L’ispirazione veniva dalle colleghe poco esperte alle prese con i fornelli, dalle esigenze della mia agenda o troppo piena o troppo vuota, dalle cene e dagli aperitivi con gli amici, dal ricettario di famiglia.

Con il tempo anche il bloggetto rosa è cambiato. Ha smesso di essere rosa e ha iniziato a raccontare storie di cibo e le persone, ha riscoperto un animo antropologico (fate partire la sigla di Quark) che poi è il vero motivo che dopo due anni, di alterne vicende e vite food vissute anche fuori da queste pagine – con tanto di steatosi epatica finale – mi fa tornare con gioia e adesione autentica a scrivere, come e quando mi va.

Oggi Cheap&kisch è un luogo sempre più mio, personale, defilato e autentico, come le spuntature di maiale sulla polenta: sono ancora più buone quando fuori c’è la neve e quando si ha voglia di un piatto schietto e caloroso.

A voi la mia polenta del cuore🙂

foto 4

ps. le foto continuano sempre a essere di pessima qualità perché i cibi di solito preferisco mangiarli e non fotografarli

Ingredienti per 4 persone:

  • 250 g di polenta precotta (io uso quella di un produttore locale abruzzese, rinforzata con funghi porcini)
  • 1 litro e mezzo circa di passata di pomodoro (io uso quella di mia nonna: meno densa di quella industriale)
  • 6 salsicce
  • 10 spuntature di maiale
  • 3 grossi spicchi d’aglio
  • 1 cipolla media
  • 100 g circa di grana padano grattugiato
  • olio extravergine di oliva q.b.
  • sale q.b.
  • vino bianco q.b. per sfumare
  • 1 litro e mezzo di acqua

Procedimento:

  1. Per prima cosa prepariamo il sugo per condire la polenta. Prendiamo una pentola capiente dal fondo alto e facciamo appassire la cipolla tagliata grossolanamente in abbondante olio extravergine di oliva; aggiungiamo anche l’aglio in camicia, i pezzi di carne e le salsicce, precedentemente sbollentate se troppo grasse.
  2. Facciamo rosolare ben bene la carne, a fuoco vivo, per una decina di minuti, sfumiamo con il vino, facciamo evaporare e aggiungiamo la passata di pomodoro. Abbassiamo il fuoco, copriamo e lasciamo cuocere lentamente, girando di tanto in tanto, almeno per un’ora, finché la carne non sarà tenerissima e il sugo più denso.
  3. Quando il sugo sarà quasi pronto portiamo a ebollizione in un’altra pentola l’acqua per cuocere la polenta, saliamo e aggiungiamo un filo d’olio che impedirà alla farina di fare i grumi. Quando l’acqua avrà raggiunto il bollore versare a filo la farina girando continuamente per non farla attaccare e formare i grumi per circa 10 minuti
  4. L’ideale sarebbe servire la polenta sulla tradizionale spianatoia di legno, in alternativa versiamo uno strato di sugo su un piatto di portata e stendiamo la polenta; abbondiamo con il condimento: sugo, grana, spuntature e salsicce.

foto 5

Enjoy!!!

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