Londra – Calvados e ritorno in 6 food experience (oltre i chili presi)

Chi nasce tondo non muore quadrato. Ma può morire rettangolare – vista frontale –  o chupachups con le gambe – vista laterale – . Specie se si sceglie di passare le proprie vacanze estive a godere della cultura enogastronomica dei paesi ospitanti. Ma visto che sono impavida e  non temo la geometria, quest’anno ho optato per il rettangolo dei bermuda (quelli che non mi entrano più): Roma – Londra – Normandia e ritorno facendo la scarpetta.

Ecco le mie 6 esperienze food che parlano anglo-francese, da portare nel cuore (e sul girovita)

1)Londra & perdizione – Tenetevi pure la Grande Mela, io mi tengo i colori e i sapori di Londra, bento box del gusto. Per chi non mastica il linguaggio gastro-figherrimo dei foodie significa che la città della musica e della Regina è in realtà un porta pranzo colorato tutto da scoprire: aprite, odorate, lasciatevi conquistare, perdete la nozione del tempo e dello spazio. Chi continua a dire che a Londra si mangia male non c’è mai stato o è ancora vittima delle mense dei College, fantasmi di corsi estivi di lingua.

Per me Londra è il luogo dei sandwich integrali al bacon sempre freschi, dei succhi 100% frutta, dei frutti rossi e dell’ananas già tagliato (l’unico posto al mondo che mi fa venire voglia di mangiare fibre in vacanza); è il luogo del cibo di strada, dei meravigliosi mercati alimentari, dell’etnico, del civilissimo sushi take away, delle colazioni ricche di grassi saturi ma anche di muesli e gingillini organic in confezione schicchissima.  È anche il luogo degli agnolotti alla coda alla vaccinara di Remoli – mangiati sui tetti londinesi degli amici italiani – e della pizza napoletana (se cercate Franco Manca e Pappagone capirete perché). E poi è la città dei pic nic, delle birrette al tramonto e del Pimm’s (l’aperitivo più british e rinfrescante che esista). Londra è il luna park del cibo e continuerò a ripeterlo finché colesterolo non mi separerà da questa vita.

English Breakfast per gastro-fighetti: avocado, bacon e uova pochè - BEAM

English Breakfast per gastro-fighetti: avocado, bacon e uova pochè – BEAM

Aperitivo sull'erba - Muswell hill (birra del Bangla)

Aperitivo sull’erba – Muswell hill (birra del Bangla)

Hai detto thai??!?! - Pandan Leaf

Hai detto thai??!?! – Pandan Leaf

Aggiungi un waffle a tavola che c'è un amico in più - BEAM

Aggiungi un waffle a tavola che c’è un amico in più – BEAM

Birra hipster a 5 pound - Broadway Market

Birra hipster a 5 pound – Broadway Market

BBQ Pork per la pausa pranzo - Broadway market

BBQ Pork per la pausa pranzo – Broadway market

Il menù di Pappagone

Il menù di Pappagone

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

2) Livarot e i suoi fratelli – Sono parenti ma di pasta diversa. C’è quello che è diventato famoso, quello più ruffiano, quello più sensibile..ma io mi sono innamorata del solito stronzo di turno.

Il “colonnello” è infatti un tipo maturo, ruvido e pungente. Irresistibile. All’anagrafe è il Livarot, formaggio artigianale di carattere le cui peculiarità non mi hanno impedito di mangiarlo a colazione nel croissant salato come a cena, fritto, in una corazza di pan grattato. Ah, l’amour!

Chi sono gli altri fratelli? Camambert – quel civettuolo a pasta molle e crosta fiorita, ideale per fuitine del gusto – e Pont-l’éveque detto “il socievole” per la sua capacità di piacere proprio a tutti – sotto la crosta aranciata si cela una pasta morbida e odorosa.

Neufchâtel è invece il più anziano della famiglia (ha più di mille anni) ma non ha perso il romanticismo (oltre al gusto): si racconta che durante la guerra dei Cento Anni, per la festa di fine anno, le giovani donne erano solite offrire ai soldati inglesi questo formaggio, compatto ma elastico, dalla crosta fiorita a forma di cuore come segno d’amore. Mi sciolgo d’amore come una Raclette…

Livarot fritto - Au p’tit Normand

Livarot fritto – Au p’tit Normand

Vive les Fromages (Livarot, Camembert, Pont l'Eveque) - Au p’tit Normand

Vive les Fromages (Livarot, Camembert, Pont l’Eveque) – Au p’tit Normand

 

 

Escalope de foie gras annegato nel burro - Au Ptit Bistrot

Escalope de foie gras annegato nel burro – L’Assiette Normande

 

 

 

 

 

 

 

 

Camembert caldo con salumi (quello più scuro testa e nervetti stile coppa) - L'Assiette Normande

Camembert caldo con salumi (quello più scuro testa e nervetti stile coppa) – L’Assiette Normande

3) Route du cidre – Tecnicamente è un circuito di 40 km nel Pays d’Auge, lussureggiante e accogliente regione della campagna normanna, in pratica è una passeggiata da fare a piedi, a cavallo, in bici, in mongolfiera (scegliete il mezzo che preferite) alla scoperta di meleti, fattorie e produttori che insieme a formaggi e altre specialità vi metteranno nel mezzo di una verità frizzantina: il sidro. Bevanda più o meno alcolica a base di mele, di cui esistono tantissime varietà (in generale più corpose di quello bretone e anche di molte varietà d’Oltremanica). Il mio preferito? Il brut, dal perlage sottile, gusto acidulo e non invasivo perfetto in abbinamento alla cucina tradizionale. No, di vino non ne ho bevuto nemmeno una goccia e non mi è mancato per niente.

 

Cidre. Il più buono - Crêperie des Jardins du Pays d'Auge  

Cidre. Il più buono – Crêperie des Jardins du Pays d’Auge

Crêperie des Jardins du Pays d'Auge  

Crêperie des Jardins du Pays d’Auge

4) Calvà per gli amici – “Forza miei prodi andiamo alla conquista del Calvados! La terra dei normanni? No, la bottiglia. La bottiglia di Calvados”. Il senso del mio viaggio in Normandia, in questa regione del Nord così piena di fascino, di storia e magia può essere riassunto in questa ambivalenza fra terra e cibo che risplende nel bicchiere alla luce dorata del tramonto su Cambremer e del suo sguardo che si perde nella campagna. Scusate ma il Calvados mi rende nostalgica e proustiana ma procediamo con ordine.

Il Calvados, dall’omonima regione normanna, è un distillato, un’acquavite di sidro di mela (o mele e pere); le sue prime attestazioni risalgono a Carlo Magno, nel 1800 divenne il cicchetto degli operai, durante la Seconda Guerra Mondiale il conforto dei soldati, nel 1942 ottenne lo status di distillato protetto.

Il frutto è colto e spremuto per produrre un succo che fermentando diventa un sidro secco, distillato diventa acquavite e solo dopo almeno due anni di invecchiamento in barili di quercia può essere venduto come Calvados. Quello che ho bevuto io era stato in botte 15 anni e il nostro incontro è stato avvolgente e romanticissimo.

Calvados invecchiato 15 anni al tramonto - Au p’tit Normand

Calvados invecchiato 15 anni al tramonto – Au p’tit Normand

5) Plateaux Royal – Indossate un vestito leggero e svolazzante, un cappello a falde larghe, un quintale di leggiadria, rimediate un hipster che vi porti a fare una passeggiata d’altri tempi sulle spiagge assolate e battute dal vento. Et voilà! Vi ritroverete in un quadro di Monet a Deuville (meglio Trouville sur mer, meno pretenziosa e più raccolta). In alternativa procuratevi 2 amiche di bocca buona e assediate, pinze-trincia-chele alla mano, uno dei tanti chioschetti/fish bar che affollano il lungo mare. Lasciatevi guidare dal profumo di pesce fresco (o dagli indirizzi che trovate alla fine del post), non lasciatevi distrarre dall’orribile imponenza del Casinò sullo sfondo e godetevi il vostro piatto regale di crudi che avrete scelto direttamente al banco. Tutto molto spartano ma che goduria.

Plateaux royal - Chez Alain

Plateaux royal – Chez Alain

Ostreca! - Chez Alain

Ostreca! – Chez Alain

6) Crêpes – Dici Francia, pensi crêpes (e vabbè pure una serie di aggettivi poco carini) ma se non assaggi quelle normanne non ti convincerai mai della loro potenza gustativa. Sarai sempre convinto che siano melliflue, superficiali e inconsistenti; al limite un dolce per vezzosi cittadini parigini. E invece no. Sostanza, struttura, gusto, morbidezza sapidità. Un fazzoletto di gioia. La mia versione preferita conteneva almeno due formaggi dei sopraccitati e funghi. In dolci vesti  non perdete quella semplice, con il burro salato. Chapeau!

Crepe normanna - Crêperie des Jardins du Pays d'Auge  

Crepe normanna – Crêperie des Jardins du Pays d’Auge

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Sì, ho mangiato tutto quello che vedete in foto (e anche quello che non ho fotografato). No, al ritorno non mi sono messa a dieta.

 

Château de Launay - Meri Corbon

Château de Launay – Mery Corbon

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E siccome sono magnanima vi lascio anche qualche indirizzo del cuore (sempre che vi reggano le coronarie):

Londra Nord/Est:

  • Per un giro estasiato in un mercato alimentare e non solo, fuori dai circuiti turistici – Broadway Market Hackney Empire/ Haggerston Park
  • Per mangiare un ottimo thai, a un ottimo prezzo – Pandan Leaf  – 66-68 Crouch End Hill,  N8 8AG
  • Per esaltarsi con gridolini di piacere nel paradiso dell’organic con vista sullo skyline – Planet Organic –111-117 Muswell Hill Rd,  N10 3HS
  • Per un breakfast abbondante, ruffiano e gastro-figherrimo – Beam – Tottenham Lane, Crouch End, London N8 8PT
  • Per mangiare una buona pizza al sapore di nostalgia di casa – Pizzeria Pappagone – 131 Stroud Green Rd, N4 3PX, 
  • Per provare gli agnolotti alla coda alla vaccinara e altre golosità pastaie italian style  – Pasta Remoli  – 7 Clifton Terrance Finsbury Park, N4 3JP

Normandia (Calvados):

  • B&b d’altri tempi (fine ‘800 per la precisione) per respirare a pieni polmoni le atmosfere e i profumi della campagna normanna. C’è anche Oscar, il labrador di famiglia che beve l’acqua dalla piscina  Château de Launay 5 Rue des Écoles, 14370 Méry-Corbon, Francia
  • Atmosfera da favola, cibo e sidro ottimi Crêperie des Jardins du Pays d’Auge route des 3 rois, 14340 Cambremer, Francia
  • Per sentire la gioia del cuore effondersi al tramonto, tra un pezzo di Livarot fritto e una trippa della mamma Au p’tit Normand Place de l’Eglise, 14340 Cambremer, Francia
  • Per provare l’ebrezza di finire un’intera forma di Camembert (caldo) con vista sulla cattedrale L’Assiette Normande 3 Rue des Chanoines, Bayeux, Francia
  • Per godere di crudi freschissimi (senza effetti collaterali) Chez Alain Boulevard Fernand Moureaux, 14360 Trouville, Francia

Grazie alle mie compagne di viaggio (e non solo) Mic e Carlotta.

4 pensieri su “Londra – Calvados e ritorno in 6 food experience (oltre i chili presi)

  1. Belllissimo post Simona! Mi hai fatto venire l’acquolina in bocca. Per Londra condivido pienamente, è una città d’ispirazione per le papille gustative – anche in versione birreria e tradizionale fish & chips!

  2. Però con un articolo così, a quest’ora, dovresti fare una premessa: immagini forti che possono turbare appetiti nascenti!
    Viene voglia di assaggiare tutto! Piatti e luoghi! Bello!🙂

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