5 whisky (+1) che non hai mai bevuto anche se ti ritieni un figo in materia

Se stai leggendo vuol dire che il titolo provocatorio ha funzionato. Perché si sa l’appassionato di whisky va sfidato sulla saccenza. C’è chi i blended non sono nemmeno classificabili come whisky, c’è chi per me solo single malt torbati, c’è quello che il bourbon ha un gusto ruffiano che piace solo agli americani e quell’altro ah, per me il whisky è solo scozzese.

Ecco 5 whisky (+ un Rusty nail) per sfidare i pregiudizi e godersi una serata da manuale, mantenendo la compostezza della Regina Elisabetta.

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CARDHU 12 – Questo single malt dal color giallo paglierino (dalla foto sembra ambrato ma non lo è), dalle spiccate note di miele, con una buona sapidità e un finale amaro, viene dal Nord Est della Scozia, dalla felice area dello Speyside. In questa terra lussureggiante il terroir restituisce whisky eleganti e sofisticati dal sapore vanigliato di frutta fresca (mele, pere), frutta secca e spezie dolci. L’ideale per avvicinare i più restii al mondo del whisky e fare bella figura con la tipa che hai rimediato l’altra sera al vernissage di quel fotografo sfigato di cui non ricordi nemmeno il nome. L’abbinamento consigliato? Anche con del semplice pane e miele che ne esalta la dolcezza e ne allunga la persistenza. Per contrasto invece il salmone affumicato potrebbe riservare interessanti sorprese ..

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DIMPLE 15 – Pregiudizio duro a morire quello sui blended ma al blind test vince per eleganza e gusto rotondo riuscendo a convincere anche me del partito del single malt: buon equilibrio acido/sapido, finale amaro. Sicuramente uno dei maggiori e più noti whisky scozzesi, contiene alte percentuali di whiskies di malto di pregio, come Glenkinchie e Linkwood. Al primo contatto visivo appare di un colore oro tendente all’ambra, al naso si percepiscono subito sentori floreali, fruttati e leggermente speziati. Gli anni di botte, oltre al colore gli danno anche una leggera astringenza che non dispiace affatto. La combo perfetta è con il cioccolato.

 

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CONNEMARAPeated single malt. Basterebbe questa definizione per portarci fuori strada. Un single malt piacevolmente torbato che viene, – udite, udite – dall’Irlanda. Si leva dalla sala un OOOOhhh di stupore. Sì perché anche se gli irlandesi non sono certo noti per la capacità di distillare signori single malt torbati questi signori di Connemara, dell’Ovest dell’Irlanda dove ti sputano se non parli Gaelico, hanno tirato fuori davvero un whisky con i contro… fenoli! Al blind test avremmo tutti scommesso su uno scozzese di quelli famosi e invece…Lungo, persistente, sapido con finale amaro esaltato nell’abbinamento con cioccolato all’arancia. Me cojoni (che in gaelico significa opperbacco!).

 

 

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EAGLE RARE BOURBON – Transvoliamo fino in Kentucky per lasciarci sedurre dalle note di caramello, tabacco e vaniglia di questo bourbon che fa strage di cuori deboli. Non ha bisogno di lungo invecchiamento e quel colore così intenso e aranciato è dovuto alle botti nuove. Ma alla fine tutto sto caramello da dove viene? Dall’alta percentuale di mais (51%) che fa del bourbon…un bourbon. E anche lo spirito patriottico americano. Un contrasto interessante quello con la mela verde, mentre se si aggiunge sciroppo d’acero è subito effetto subwoofer del gusto.

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NIKKA BLACK 8 – Re dei blended nipponici, ti conquista con i suoi profumi di malto tostato, caffè, frutta secca, caramello e con il suo gusto complesso. Il tipico whisky da meditazione. E meditando, meditando il rischio è di sturarselo tutto. Poco male visto l’ottimo rapporto qualità prezzo.

RUSTY NAIL – E che non te lo fai un cocktail per chiudere la serata? Gli amanti del bourbon prendono l’old fashioned, i feticisti del single malt scelgono il rusty nail, questo mix beverino di Drambuie e Scotch whisky. Costruzione rigorosamente a bicchiere senza strani shakeramenti. Effetti flower power.

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Ma dove l’hai bevuti tutti sti whisky!?!?!? Alla masterclass organizzata da Mixology Academy, sotto la guida istrionica e professionale di Paolo Natalizio; bel posticino se volete diventare professionisti del settore ma non vi maltrattano se siete solo curiosi e non vi cacciano a pedate nemmeno se ci andate solo per fare i fighi. Io mi colloco fra le seconda e terza categoria e l’effetto finale è stato quello di profonda riconciliazione con il mio io marinaio, virile e whisky addicted. Una stronza saccente che ama i whisky.

NB. A margine segnalo che i livelli di testosterone della serata erano altissimi e zero fregnamoscitudine. Per dire che quelle che continuano ad andare ai corsi di degustazione di vino per rimorchiare non c’hanno capito un cazzo. Tra un bourbon e un torbato il rimorchio è di livello PRO.

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